
Rockon
(luglio 02)
In occasione della tappa del Tora!
Tora! Festival a Padova, abbiamo incontrato i Julie's Haircut
e fatto due chiacchere con Nicola ed Elena, disponibili
e simpatici!
Sentiamo allora cos'hanno da dirci...
01 - Dante: La prima cosa che ci
ha colpito e' stato il nome del vostro gruppo, molto originale.
Da cosa e' derivato?
Nicola: Il
nome non ha un significato particolare. E' stato scelto
per due motivi: prima cosa le due parole insieme suonavano
bene secondo noi e ci piaceva il tipo di suono che evocavano
e in generale perche' e' un immagine che mi piace ricollegare
a un momento della quotidianeita' tipo aver fissato in un
immagine un particolare di una persona, in quel caso il
taglio di capelli di una persona, come poteva essere un
altro particolare del suo fisico o di una determinata situazione
della vita quotidiana di una persona.
Non c'e' un significato preciso ma bene o male questo e'
il concetto.
02 - Dante: L'altro giorno ho visto
il vostro video tutto ambientato e fatto con i LEGO (consiglio
di vederlo). Di chi e' stata l'idea e come lo avete realizzato?
Laura: E'
stato Luca Lumaca che e' un grafico regista. Lo ha ideato
e fatto tutto lui, senza nessun suggerimento da parte nostra.
E' stato tutta opera sua, poi lui ho ha ricollegato alla
canzone.
Nicola: E'
un ragazzo che abita vicino a casa nostra e aveva gia' realizzato
due nostri video precedenti che pero' vengono girati meno
sulle televisioni.
Nei video precedenti erano magari idee sue a cui noi collaboravamo
invece stavolta e' stata tutta farina del suo sacco.
03 - Dante: La copertina dell'album
e' di Mario Schifano. Come mai avete scelto quell'immagine?
Ha un significato specifico per voi?
Nicola: Quel
dipinto li' l'ho visto ad un'Art Fiera a Bologna. Era esposto
in vendita, l'ho visto prima di registrare il disco ed era
un immagine che mi ha colpito subito, poi niente, visto
che nel primo album avevamo utilizzato un dipinto della
Pop Art ci sembrava carino continuare ad associare un certo
tipo di filone estetico alla nostra musica.
E poi abbiamo ripreso anche nel nome del disco "Stars
never looked so bright" il dipinto che si chiama “Tuttestelle”,
pero' non c'e' un collegamento tra testi e immagine.
Mi sembrava molto efficace da utilizzare come copertina
del disco perche' mi aveva colpito subito.
04 - Dante: Ascoltando il vostro
disco appare chiaro il vostro amore per l'indie e gli anni
'70: a cosa vi ispirate e cosa vi ha influenzato.
Nicola: Le
influenze nostre sono molte nel senso che siamo in cinque
e, non dico che ascoltiamo di tutto perche' non e' vero,
pero' ognuno di noi ascolta varie cose e anche tra di noi
ci sono quelle sensibilita' di gusti molto diversi.
Questo si va a ripercuotere nel momento in cui scriviamo
dei pezzi perche' ognuno ci mette qualcosa di suo. E alla
fine credo che il nostro stile, in cui sicuramente si possono
notare delle influenze molto pesanti, con questo insieme
di influenze in un qualche modo sia riuscito a creare qualcosa
di un minimo originale, penso.
Comunque per quello che dicevi tu sicuramente piu' o meno
tutti abbiamo ascoltato l'indie rock americano degli anni
'80 e '90 quindi gruppi come Sonic Youth, Pavement, Dinosaur
Jr., Flaming Lips e probabilmente sono stati la prima ispirazione
che abbiamo avuto quando abbiamo iniziato a suonare.
Laura: Il
primo pezzo che abbiamo fatto e' stato "Summer Babes"
che e' una cover dei Pavement.
Nicola: Poi
con l'evoluzione del gruppo sono entrati altri tipi di influenze
legate magari piu' alla musica del passato degli anni '60
/ '70.
Laura: E
con l'arrivo del Reverendo, il tastierista, c'e' stata piu'
l'influenza del blues, del soul, del punk e non legato quindi
all'indie-rock.
Laura: C'e'
il batterista che e' un punk!!
05 - Dante: Adesso,
come tradizione, facciamo una specie di gioco. Noi diciamo
il nome di gruppo e voi ci dite cosa ne pensate, cosa vi
passa per la testa.
JON SPENCER BLUES EXPLOSION
Nicola: Sono
dei grandi (momento di pausa...risate...). Non so, io li
ho visti parecchie volte anche dal vivo. (il primo settembre
torneranno in Italia all'Indipendence Day Festival a Bologna
ndcangia).
Nicola: Con
l'evoluzione che hanno avuto!! Perche' rispetto a cinque
anni fa suonano anche in modo diverso.
Laura: A
me viene in mente anche un concerto che siamo andati a vedere,
a Milano?!?
Nicola: No,
a Mezzago! Quello li' e' stato proprio un concerto molto
violento, uno dei concerti piu' belli che abbia mai visto
in vita mia e sentire che tre personaggi che suonano in
questo modo con una coesione, un'intensita' di questo tipo...
penso ci siano pochi gruppi al mondo come loro.
Dante: Abbiamo
visto i Muse all'Heineken e ho avuto la stessa impressione...
GIARDINI DI MIRO'
Nicola: Sono
nostri amici, abitano vicino a casa nostra.
Laura: L'ultimo
video che ho visto che han fatto e' bellissimo!
Nicola: Sono
ragazzi molto simpatici, molto alla mano, molto diversi
dall'immagine che possono comunicare sia con la musica che
dal vivo, molto concentrati. Dal punto di vista personale
sono proprio...
Laura e Nicola: bambascioni
SONIC YOUTH,
gia' detto
MY VITRIOL
Nicola: Non
mi piacciono.
Laura: Io
ho sentito solo un pezzo, mi pare sia "Always"
pero' per il resto: boh!
Nicola: Non
penso che sia un gruppo particolarmente significativo.
STROKES
Nicola: Gli
Strokes hanno fatto un bel disco. Mi e' piaciuto molto,
anche se ho qualche riserva perche' secondo me loro sono
un gruppo autentico che crede in quello che fa...non c'e'
nessuna montatura a monte.
Pero' quello che mi colpisce e' come l'industria discografica
sia riuscita a costruire un caso in un gruppo di ragazzini
perche' alla fine e' gente di vent'anni. Era un anno che
suonavano o poco piu', han 9 pezzi in repertorio, e a partire
da questa piccola realta' si e' costruire una cosa molto
grossa. Purtroppo gli si ritorcera' contro perche' c'e'
una pressione troppo grossa per un gruppo in quella fase
della propria carriera. E anche dal vivo non hanno molti
pezzi da riproporre.
Un'altra cosa che ci tenevo a dire, se mai a qualcuno poteva
interessare (risate), e' che il disco degli Strokes e' stato
il disco di cui si e' piu' parlato l'anno scorso: e' un
disco che suona esattamente come un album uscito nel 1978
e allora secondo me riconoscere l'importanza del disco adesso
nel 2001, nel 2002, a partire da un album che suona esattamente
come un disco di 25 anni fa, mi fa un po' riflettere, diciamo...secondo
me c'e' qualcosa che non funziona.
Dante: poi
tanti gruppi che riprendono lo stile degli Strokes adesso,
il revival di quegli anni, tipo gli Ikara Colt..bene o male
suonano lo stesso genere...insomma ci si lamentava tanto
del numetal (come gruppi fotocopia) pero'...
Nicola: si
beh, sono tutti a catena.
VELVET UNDERGROUND
Nicola: che
dire, ehheh. Non possiamo dire niente; propongo di rivalutare
l'ultimo album "Louded", che di solito e' un po'
trascurato...si parla del primo sicuramente, del secondo
anche e del terzo perche' e' molto bello pero' "Louded"
viene lasciato sempre in disparte e invece mi sembra un
grande disco.
Cangia: andremo
a ripescarlo...non lo conosco purtroppo
06 - Cangia: Ultima cosa. Ho visto
che suonerete veramente poco oggi: mi chiedo se ha senso
lasciare spazio a tanti gruppi, che so, per far suonare
voi un quarto d'ora...o se la promozione e' tale che il
gioco vale la candela...
Nicola: Beh,
guarda: ho visto che molti gruppi molto piu' famosi di noi
suonano non molto di piu', tipo gli Afterhours suonano mezz'ora
e sono loro che organizzano il tutto, quindi magari a loro
spetterebbe un ruolo diverso.
Dal mio punto di vista per noi questa e' un'ottima occasione
per farci vedere e per farci conoscere, che magari sicuramente
qualcuno ha letto di noi, non e' riuscito a trovare il disco
per il solito problema della distrubuzione eccetera...,
quindi ti dico, a me va bene suonare anche 20 minuti in
condizioni che saranno quelle li' di estrema fretta di montare
e smontare il palco.
Laura: pero'
magari e' meglio cosi' che in altri posti, che ti chiamano
insieme ad altri 4 gruppi locali...boh cosi' mi va anche
bene. E poi e' organizzato bene!
Nicola: Una
cosa positiva che notiamo in occasioni cosi' grosse, in
festival cosi', e' anche soprattutto l'organizzazione: come
il gruppo viene trattato, magari sei l'ultimo arrivato,
ma hai a disposizione le stesse attenzione degli altri.
Sono cose che fanno differenza secondo me.
Laura: Metti
i gruppi allo stesso livello. Anche a livello di promozione.
Dante & Cangia