AllMusic Magazine (marzo 04)

1. A breve pubblicherete Marmalade, un maxi ep con remixes. Da cosa è nata l'esigenza di riplasmare e aggiungere ad Adult Situations?

Luca: Non parlerei di esigenza in senso stretto, si tratta più che altro del piacere di sentire alcune nostre canzoni rilette (sempre, per fortuna, in maniera assolutamente originale rispetto alle nostre versioni) da alcuni amici e musicisti elettronici che stimiamo. Il singolo di Marmalade era comunque in cantiere, da parte nostra abbiamo deciso di arricchirlo all’inverosimile con questi remix. Si tratterà sostanzialmente di un ep nella forma e nel prezzo, ma per la quantità di musica che conterrà il minutaggio sarà praticamente quello di un album.

2. Adult Situations parte da una presupposto implicito. Avete raggiunto la maturità. Che ne dici?

Luca: Credo piuttosto che le cose stiano al contrario. Siamo quasi trentenni e ce ne andiamo ancora in giro a fare casino con gli amplificatori spinti a 11. In ogni caso non vorrei che il titolo fosse frainteso: da parte nostra non c'è nessun riferimento ad una presunta maturità artistica del gruppo. Buona parte della stampa che ha recensito il disco ha proposto questo tipo di interpretazione e la cosa ci fa piacere, ma non è la nostra interpretazione del titolo.

3. Racconta brevemente come avete messo insieme le idee e avete formato i Julie's

Luca: I Julies sono nati e vivono tuttora grazie ad una quasi assoluta mancanza di premeditazione.

4. La vostra musica è concepita per il mercato internazionale. Così poco italiana nei modi.

Luca: Se la nostra musica è adatta ad un mercato internazionale è un bene, visto lo stato di salute di quello italiano, ma non c’è stato un progetto in questo senso. Semplicemente facciamo la musica con la quale siamo cresciuti, l’unica che siamo in grado di fare.

5. Ho ascoltato il vostro disco, Adult S, fissando per parecchio tempo la copertina. E'estremamente rappresentativa. Come è nata e cosa volete esprimere?

Luca: Sono assolutamente d'accordo con te. Mara e Camme, i due nostri amici ritratti nella fotografia di Luca Lumaca, rappresentano due giovani non ancora adulti ma che presto dovranno affrontare questo passaggio. Sono persone normali, non sono i modelli fighetti delle riviste alla moda ma non sono neppure riconducibili a standard conformistici. Sono persone che vivranno la propria vita da adulti nell'unico modo giusto: il loro modo. E' una copertina estremamente essenziale, senza fronzoli, forse neppure molto accattivante, ma che va dritto alla sostanza dell’album.

6. Nel vostro suono confluiscono flaming lips, pavement, ma anche la vostra famigerata decostruzione della musica pop. Cosa intendete?

Luca: Al di là di quelle che possono essere battute estemporanee, non intendiamo nulla. Suoniamo e basta. Anche in questo caso, la nostra "famigerata" decostruzione della musica pop non è un progetto a priori, è semplicemente una lettura che è stata avanzata per descrivere la nostra musica. A me non dispiace affatto come definizione perché è certamente vero che noi, come fruitori di musica, consumiamo tanto materiale diverso che bene o male confluisce in ciò che ci ritroviamo a suonare. Ma ripeto: non c’è un progetto consapevole in tutto ciò, noi abbiamo semplicemente la sensazione di scrivere le nostre canzoni.

7. La vostra musica è adatta al tramonto. Penso che quello sia il miglior momento della giornata per ascoltarla.

Luca: Questo tuo pensiero mi fa davvero molto piacere, perché per me un disco che funziona durante un tramonto è un disco che mi rimane nel sangue. Credo che il tramonto sia il momento della giornata in cui l’emotività dell'essere umano è maggiormente vulnerabile e ricettiva. Quello che dici mi fa sperare che il nostro disco sia quindi molto emozionante.

8. Quale pensi sia la canzone che riassume meglio la band?

Luca: Non puoi chiedere a un padre di scegliere il figlio migliore. Per me le canzoni di un album devono essere funzionali all'insieme. Noi siamo un gruppo dalle tante sfacettature (e siamo consapevoli che per alcuni questo è un pregio, mentre per altri può essere un ostacolo alla comprensione della band), difficilmente una sola canzone può rappresentarci totalmente.

9. We are not alone sarebbe la mia scelta. Come è nata?

Luca: Questo è davvero curioso…sei sicuro di riferirti alla canzone giusta? "we are not alone" è un breve stralcio strumentale nato in studio partendo dal riff di pianoforte che chiude la canzone "private hell", al quale sono stati aggiunti il violoncello di Deborah Walker e la chitarra di Carlo Moretti, insomma una sorta di reprise, se vuoi. Chissà, magari hai ragione tu, lì sta tutto lo spirito dei Julies…

10. Dammi una buona ragione per ascoltare i Julie's senza peccare di (falsa) modestia.

Luca: Non credo che ci debbano essere "ragioni" per ascoltare un disco, tanto meno i nostri che sono fatti di tanto amore e poca tecnica. Quindi prego chi vuole ascoltare i Julie's di avere un approccio il più possibile emotivo e non ragionato.

11. Diciamo che hai la possibilità di assistere ad un dialogo mancato da due persone/personaggi di qualunque tipo e di qualunque epoca. Chi vorresti veder parlare? Cosa si direbbero secondo te?

Luca: Dove l'ho già sentita questa? Era forse "Il ladro di orchidee"?!
Non sarebbe male potere assistere a un dialogo tra il nostro agente e l'organizzatore del congresso di Forza Italia che chiede una nostra performance durante la manifestazione e sentire rispondergli che costiamo troppo e il loro capo non se lo può permettere…

 

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